I bambini non sono piccoli adulti, soprattutto quando si tratta di percepire i pericoli. Il loro cervello è ancora in fase di sviluppo: la corteccia prefrontale, responsabile della valutazione del rischio, non sarà completamente matura fino ai 25 anni. Questo significa che un bambino di 3 anni non può letteralmente "vedere" il pericolo di una scala ripida o di un oggetto tagliente come lo vediamo noi.
Inoltre, i più piccoli sono naturalmente attratti da tutto ciò che è nuovo e stimolante: colori vivaci, oggetti luccicanti, suoni interessanti. La curiosità supera sempre la prudenza. Non è capriccio o disobbedienza: è biologia.
Ecco perché la prevenzione deve essere attiva e ambientale. Non possiamo aspettarci che un bambino "stia attento": dobbiamo essere noi a creare uno spazio sicuro intorno a lui.