Era il 2015. Le mie bambine avevano 9 e 7 anni e, come ogni genitore, cercavo di proteggerle senza togliere loro la libertà di scoprire il mondo.
Un giorno accadde qualcosa che cambiò per sempre il mio modo di pensare alla sicurezza dei più piccoli. Durante un intervento come volontario a bordo di un’ambulanza di emergenza territoriale della Misericordia di Arezzo, fui chiamato su un incidente stradale. Tra i coinvolti c’era una bambina di otto anni, praticamente coetanea delle mie bimbe: non era legata, era in piedi tra i sedili anteriori e, nell’urto, aveva battuto il volto contro il cruscotto. Per fortuna andò bene — tanta paura, qualche lacrima e due dentini rotti — ma quel momento mi rimase impresso in modo indelebile.
Non capivo (e non lo capisco ancora) come sia possibile scegliere di mettere in pericolo i propri figli. Mi resi conto che dovevo lavorare per far capire come la differenza tra un incidente e una tragedia possa dipendere da pochi, semplici gesti di prevenzione. Da lì nacque il bisogno di fare di più: informare, sensibilizzare e formare genitori, nonni, educatori e tutte le persone che si prendono cura dei bambini.
Così è nato Bambini in Sicurezza: da un’esperienza vera, da un’emozione forte e dal bisogno di trasformare la mia esperienza in consapevolezza per quanti sono a contatto con i bambini.
All’inizio gli incontri erano dedicati soprattutto ad una serie di informazioni di prevenzione ed alle manovre di disostruzione pediatrica, ma nel tempo si sono arricchiti di molti altri temi: prevenzione dei rischi domestici, stradali, alimentari e ambientali, con un approccio sempre pratico, dettagliato e accessibile.
Oggi l’incontro prevede due ore di teoria con confronto attivo tra docente e partecipanti, per poi passare alle manovre di disostruzione e rianimazione. È un’esperienza intensa e concreta che lascia in ognuno la sensazione di poter davvero fare la differenza.
Il progetto è in continuo aggiornamento e sviluppo, con future novità di sicuro interesse. Iscrivetevi alla newsletter così da essere sempre aggiornati sulle novità.
Perché sì, è fondamentale saper intervenire bene e tempestivamente. Ma è ancora più importante saper prevenire: riconoscere i pericoli prima che diventino emergenze e costruire ogni giorno un ambiente più sicuro intorno ai bambini.
Non solo cosa fare in emergenza, ma una cultura quotidiana della prevenzione, del rispetto e dell’amore per la vita.